SALDO IMU 2019: TUTTE LE NOVITA’

Ci risiamo, il calendario scorre inesorabile che quasi non ce ne accorgiamo, sembra ieri che abbiamo pagato la prima di acconto dell‘IMU 2019 , ed invece ci troviamo già a dover parlare del pagamento della seconda rata, quella di saldo.

Solitamente la seconda rata IMU, salvo casi eccezionali, non ha mai riservato sorprese ed  è sempre stata uguale alla prima, ma quest’anno non sarà per tutti così.

La legge di bilancio 2019 ha introdotto la possibilità per i Comuni di aumentare le aliquote IMU. Per brevità di tempo, alcuni Comuni non sono riusciti ad applicare le nuove aliquote nella prima rata pertanto la rata a saldo, prevista il 16 dicembre 2019, sarà maggiorata a causa dell’aumento applicato.

Cosa prevede la legge di Bilancio

Come appena anticipato, la finanziaria 2019 (legge di bilancio 145/2018) ha eliminato il blocco delle aliquote IMU introdotto per gli anni 2016/18, dando così la possibilità ai Comuni di poter aumentare l’IMU fino all’aliquota massima prevista del 10,6  per mille.

Per poter applicare l’aumento i Comuni devono però seguire una procedura:

  • Il Comune doveva deliberate l’aumento entro il 28 febbraio scorso
  • questo aumento doveva successivamente essere pubblicato sul sito finanze.it entro il 28 ottobre

in mancanza di questi due adempimenti l’aumento non è applicabile.

Ovviamente i tempi tecnici per rendere applicabile l’aumento già dalla prima rata di giugno erano stretti, per cui, nella maggior parte dei Comuni, la prima rata ( acconto IMU) si è pagata in base alle aliquote del 2018 e nella seconda rata (saldo IMU) si pagherà il conguaglio per l’anno 2019.

Chi paga l’IMU

L’IMU, imposta municipale unica, introdotta dal governo Monti nel 2011 ha di fatto sostituito l’ICI. La devono pagare tutti i proprietari di un diritto di proprietà, uso, usufrutto, abitazione, superficie su un immobile abitativo, commerciale, produttivo, terreni,  ecc. nonché i concessionari demaniali e i conduttori di leasing finanziario.

Pertanto l’IMU deve essere pagata per tutti gli immobili presenti sul territorio italiano ad eccezione dei casi che sono esclusi per legge.

In questo articolo, come sempre accade, trattiamo la parte relativa agli immobili ad uso abitativo.

Casi di esclusione IMU

La legge sull’IMU è abbastanza ballerina, cambia in base al Governo ed alle esigenze finanziarie del momento. Ad oggi sono esclusi dal pagamento dell’IMU i seguenti casi:

  • abitazione principale ( che è diversa dalla prima casa) ovvero l’immobile dove il proprietario (di un diritto di cui sopra) risiede con la famiglia ed ha preso residenza ad eccezione per le abitazioni di lusso classificate come categoria A1, A8, A9
  • le pertinenze legate all’abitazione principale (massimo tre, ma una per categoria) possono essere: C2 cantina, deposito, magazzino; C6 garage, box, posto auto; C7 tettoia – Se ad esempio avete un garage ed un posto auto, entrambi della categoria C6, solo uno dei due può usufruire dell’esenzione dell’IMU. Sarete voi a scegliere su quale dei due pagare, personalmente vi consiglio di pagare su quello che ha la rendita più bassa.
  • casa assegnata al coniuge: nel caso di separazione, sia che la casa sia di proprietà di entrambi o di uno solo, se questa viene assegnata ad uno dei due coniugi e diviene per lui abitazione principale
  • casa di anziani o disabili in strutture di ricovero: nel caso l’anziano o il disabile proprietario di un immobile per motivi di salute venga ricoverato in una struttura e la casa di sua proprietà rimanga disabitata, potrebbe ricadere nelle esenzioni dell’IMU. Dico potrebbe perché questa possibilità, non è fissata a norma di legge, ma è facoltà dei Comuni deliberare o meno questa possibile esenzione.

Agevolazioni IMU

Vi sono anche casi in cui è possibile beneficiare di agevolazioni sul pagamento dell’IMU.

  • comodato genitori/figli: potrebbe beneficiare di una riduzione del 50%
  • immobili di lusso: se adibiti ad abitazione principale ha diritto al una riduzione di €200 sull’ammontare totale
  • affitto concordato: nel caso l’immobile non di lusso sia affittato con contratto a canone concordato, regolarmente asseverato, il proprietario ha diritto ad una riduzione del 25%

Comodato genitori/figli

Entro nello specifico solo su questo punto in quanto gli altri non credo abbiano bisogno di ulteriore spiegazione.

  • Per poter beneficiare di questa agevolazione devono presentarsi tutte le seguenti condizioni:
  • la casa non deve essere di lusso
  • il figlio deve adibirla ad abitazione principale
  • il genitore deve risiedere nello stesso comune e non deve avere altri immobili di proprietà, ad esclusione di quello di residenza e di quello ceduto al figlio, nello stesso comune
  • il contratto di comodato d’uso deve essere registrato all’agenzia delle entrate

in presenza di tutte queste caratteristiche oltre all’abitazione beneficiano della riduzione anche le pertinenze dell’immobile come sopra descritte.

Conclusioni

Eccoci qua… anche per oggi è tutto, spero che l’argomento sia stato di vostro interesse.

Rimango a vostra disposizione per ulteriori informazioni o chiarimenti, potete contattarmi qui oppure lasciare un messaggio nel box qui sotto. Inoltre se avete degli argomenti che vi piacerebbe che io trattassi nei miei articoli potete segnalarmeli e sarà mia cura svilupparli nel più breve tempo possibile.

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Barbara Togni

in questo blog unisco due passioni, il mio passato da agente immobiliare, che oltre ad essere una professione per me era “passione pura”, con quella per la scrittura

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