le abitazioni inca

LE ABITAZIONI INCA

Facciamo un passo indietro nella storia e vediamo insieme come venivano costruite le abitazioni Inca. L‘architettura inca è la più significativa architettura precolombiana nell’America meridionale. Gli Inca ereditarono una tecnica costruttiva da una civiltà presente nell’attuale Bolivia nel secondo secolo A.C. con aggiunta di influenze spagnole. Le caratteristiche che colpiscono, quando si visitano siti archeologici in Perù, sono la proporzione, la simmetria e la solidità di queste costruzioni.

Come erano costruite la case inca

Le abitazioni Inca, denominate Canca, avevano una struttura rettangolare, senza pareti divisorie interne, tetto ed un patio comune. Di solito le case inca erano su un unico piano, ma se la conformazione del terreno lo permetteva venivano costruite anche su più piani.

Lo stile architettonico delle case inca, come abbiamo visto, derivava dalle antiche costruzioni boliviane e prende il nome di “Inca imperiale”

I loro Architetti scarpellini consideravano la natura un elemento integrante per le loro costruzioni.

I muti della casa venivano costruiti interamente con blocchi di pietra scalpellata a mano, squadrati e accostati millimetricamente, appoggiati sopra la roccia che fungeva da fondamenta, senza aggiunta di alcuna malta.

I tetti venivano realizzati a due falde, molto spioventi, per permettere all’acqua piovana abbondante in quelle zone del Perù di scorrere velocemente. Erano realizzati con pali e fasci di legno intrecciati, ricoperti di materiale vegetale denominato “Ico” fatto di piante essiccate, paglia o fieno.

Gli edifici a due piani erano rari. Quando venivano costruiti, il secondo piano era accessibile dall’esterno tramite una scala o un terrapieno piuttosto che dall’interno.

Le case avevano un unico ingresso al quale veniva posta una tenda in tessuto per chiuderne l’accesso, ed avevano finestre a forma di trapezio.

Arredi e utensili delle case Inca

Le pareti interne avevano delle nicchie, anch’esse trapezoidali che venivano dipinte di colori chiari e nelle quali venivano poste statuette divinatorie oppure vi erano dei ganci utilizzati per appendere gli abiti.

Nelle famiglie più ricche le pareti erano ricoperte di arazzi.

Al centro della casa era posto il focolare che aveva la duplice funzione di cucina e riscaldamento.

Il pavimento di terra battuta o di roccia, era ricoperto di tappeti o pelli animali per renderlo più caldo.

Gli abitanti si sedevano e dormivano su tavole di legno ricoperte di pelle e tessuti per renderle più comode.

I neonati venivano posti in culle di legno che le madri si caricavano in spalla quando andavano a lavorare nei campi

Gli Inca si servivano di recipienti in ceramica per conservare l’acqua e per cucinare, di ceste in vimini per conservare gli alimenti e delle “metate” o macine in pietra che utilizzavano per macinare il mais.

In ogni casa vi era il telaio per tessere i tappeti ed ogni donna aveva un cesto per il cucito

Le famiglie inca

Gli “Ayllu” erano nuclei di famiglie con un antenato in comune. I giovani potevano sposarsi solo all”interno di un Ayllu ma non dovevano essere parenti diretti.

Per formare le coppie venivano organizzate delle feste dove partecipavano ragazzi e ragazze in età da matrimonio. A seguito di queste feste i giovani a cui era scattata la “scintilla” diventavano una coppia e si sposavano, mentre per gli altri interveniva il “Curaca” il capo tribù che decideva le coppie. Queste vivevano insieme per un periodo di prova di sei mesi, dopo di che se scattava l’amore si sposavano in caso contrario si lasciavano.

A tutte le coppie che si sposavano lo Stato regalava loro una casa, una coppia di lama ed un appezzamento di terreno per il loro sostentamento.

Tutti gli uomini Inca facevano parte dell’esercito mentre le donne lavoravano nei campi.

Raggiunti i 50 anni di età sia gli uomini che le donne lasciavano il lavoro, e le donne si dedicavano a tessere e cucinare.

Origini del popolo inca

Nate come piccole tribù della costa peruviana, le popolazioni antenate degli Inca iniziarono a fondare piccole città e insediamenti lungo i fiumi e gli altipiani nel cuore delle Ande.

Qui gli inca, popolo di grandi lavoratori trasformarono il territorio ostile in una zona coltivabile e vivibile. Livellarono le asperità della roccia, incanalarono corsi d’acqua e crearono terrapieni su cui poter piantare culture e costruire case solide.

La storia degli Inca affonda le proprie radici nell’agricoltura e nello sfruttamento delle risorse offerte dal territorio.

La forza di questo popolo, oltre che alla citata laboriosità, era il senso di reciprocità molto forte e diffuso in tutta la società. Gli Inca cooperavano insieme, sia economicamente che in termini di forza-lavoro, per la costruzione di infrastrutture e per il miglioramento della qualità della vita e per accrescere il benessere dell’intera città.

Non esistevano ne la proprietà privata ne la moneta. le terre coltivate, che come abbiamo visto venivano donate dallo stato ai neo sposi, venivano ridistribuite fra i cittadini in base a criteri di produttività e la loro economia era basata sul baratto.

Eccoci qua… anche per oggi è tutto, spero che l’argomento sia stato di vostro interesse. Rimango a vostra disposizione per ulteriori informazioni o chiarimenti, potete contattarmi qui oppure lasciare un messaggio nel box qui sotto. Inoltre se avete degli argomenti che vi piacerebbe che io trattassi nei miei articoli potete segnalarmeli e sarà mia cura svilupparli nel più breve tempo possibile. Continuate a seguirmi anche sulla mia pagina facebook e condividete i miei articoli per dar modo ad altri di leggerli. Grazie!

Barbara Togni

Collaboratrice dal 1997 di un noto gruppo immobiliare a livello nazionale, ne esco amministratore di filiale nel 2001 per aprire un’agenzia tutta mia che chiudo, per motivi famigliari, uniti alla crisi del settore, a fine 2012. Nel 2017 decido di rimettermi in gioco mettendo tutta la mia esperienza di agente immobiliare a servizio di coloro che cercano consigli in questo campo, dando vita a questo blog che si occupa della casa a 360 gradi.

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