eco bonus 2020

TUTTO CIO’ CHE DOVETE SAPERE SULL’ECO-BONUS 2020

La legge di bilancio approvata lo scorso 27 dicembre, ha riconfermato anche per il 2020 l’Eco-bonus, introducendo alcune novità e restrizioni. In questa breve guida faremo un excursus fra riconferme e novità previste per questa agevolazione fiscale.

Cos’è l’eco-bonus?

L’eco-bonus è la detrazione fiscale introdotta nel 2007 e successivamente modificata nel 2012 per incentivare la riqualificazione energetica degli edifici. Queste agevolazioni negli anni sono sempre state riviste e prorogate.

L’eco-bonus è pertanto un incentivo fiscale, ovvero una somma recuperabile in dichiarazione dei redditi, riconosciuta a chi fa lavori edili atti a migliorare le prestazioni e ridurre i consumi energetici di un immobile.

Questa detrazione IRPEF spetta sia per immobili abitativi che immobili strumentali.

Cosa cambia e cosa no

Riconfermata per tutto il 2020 per interventi svolti all’interno di singole unità abitative, mentre per gli interventi svolti a livello condominiale sono stati riconfermati fino il 2021, ha subito però alcune modifiche di valori percentuali di detrazione.

Questo bonus, a differenza di tutti gli altri riguardanti la casa, è l’unico che non ha una percentuale fissa di detrazione, ma questa varia dal 50 al 75% a seconda del tipo di intervento e del beneficio energetico che produce.

Cosa cambia? Innanzitutto è stata tolta la “cessione del credito” in fattura per importi inferiori ai 200 mila euro. Ovvero, sotto a questa cifra non è più possibile scontare l’importo da detrarre al momento di pagare la fattura per i lavori eseguiti, cedendolo all’impresa.

Lavori svolti nei singoli immobili che rientrano nel bonus

Come abbiamo visto, l’eco-bonus per lavori effettuati sulle singole unità abitative o strumentali è stato prorogato fino al 31 dicembre 2020 e sia la percentuale che si può portare in detrazione, sia il tetto massimo di spesa, variano in base al tipo di intervento svolto nell’immobile.

Vediamoli singolarmente.

1 – Impianti a biomassa

Rientrano nel bonus sia l’acquisto che la posa di impianti di riscaldamento alimentati a biomassa (legna, pellets, cippato ecc).

Questo intervento beneficia di una detrazione pari al 50% con un limite di spesa di 60 mila euro.

2 – Caldaie a condensazione

Per la sostituzione sia parziale che di tutto l’impianto di riscaldamento con una caldaia a condensazione consente una detrazione del 50% di quanto pagato con un tetto massimo di spesa di 60 mila euro.

3 – Pompe di calore e impianti geotermici

La sostituzione totale o parziale di un impianto esistente con pompe di calore ad alta efficienza o con impianti geotermici a bassa empatia beneficia di uno sgravio fiscale del 65% con un tetto di spesa intorno ai 46 mila euro.

4 – Scaldacqua a pompa di calore

Stesso discorso del punto precedente, la detrazione è del 60% con un tetto di spesa di poco superiore ai 46 mila euro.

5 – Caldaia a condensazione di classe A e apparecchi ibridi

Rientrano in questo capitolo di spesa tre tipi di interventi :

  1. la sostituzione totale o parziale di impianto termico esistente con caldaia a condensazione di classe A o superiore insieme a sistemi di termo-generazione evoluti,
  2. la sostituzione dell’impianto con apparecchi ibridi che contengano al suo interno una pompa di calore integrata con una caldaia a condensazione,
  3. acquisto e posa di generatori d’aria calda a condensazione.

Tutti questi lavori hanno una detrazione del 65% con 46 mila euro di tetto di spesa.

6 – Pannelli solare termici

L’installazione di pannelli per la produzione di acqua calda, beneficiano di una detrazione del 65% con un tetto di spesa di circa 92 mila euro.

7 – Strutture opache verticale ed orizzontali

Sono quei pannelli isolanti utilizzati per l’isolamento termico degli edifici. Tutti questi interventi, sia sulle pareti verticali (meglio conosciuto come cappotto) che sulle superfici orizzontali effettuati su tetto e pavimentazione, se rispettano determinati parametri di trasmissione termica beneficiano di un rimborso del 65% con un tetto di spesa massimo di circa 92 mila.

8 – Infissi

La sostituzione di infissi e finestre che rispecchiano i requisiti di trasmittanza termici previsti, beneficiano di uno sgravio fiscale del 50% con un tetto di spesa di 120 mila euro.

9 – Riqualificazione energetica

Tutti gli interventi effettuati su immobili esistenti atti a ridurre i consumi energetici di almeno un 20%, beneficiano di una detrazione del 65% su una spesa massima di 153 mila euro.

10 – Schermature solari

Rientrano nelle schermature solari tutti quei sistemi che applicati all’esterno di una finestra o vetrata trasparente, permettono una modulazione controllata dei parametri luminosi ed energetici.

Beneficiano di uno sgravio del 50% su un tetto di spesa massima di 120 mila euro.

11 – Micro cogeneratori

Per la sostituzione di impianti esistenti con l’installazione di micro-cogeneratori che consentano un risparmio di energia primaria di almeno il 20%, la detrazione spetta sia per l’acquisto che per la posa ed è 65% per un importo non superiore ai 153 mila euro.

12 – Domotica

La domotica comprende tutti quei sistemi multimediali atti al controllo, da remoto, degli impianti di riscaldamento, raffrescamento e di produzione di acqua calda.

Questa agevolazione fiscale è concessa solo per i lavori eseguiti negli immobili abitativi, non prevede tetto di spesa e la detrazione è del 65%.

Eco-bonus per lavori condominiali

L’eco-bonus per i condomini è stato prorogato al 31 dicembre 2021 e comprende solo tre tipi di interventi.

  • Riqualificazione energetica delle parti comuni: la detrazione varia dal 50 al 65% in base al tipo di lavoro effettuato.
  • cappotto esterno effettuato su almeno il 25% del condominio beneficia di un incentivo pari al 70% su una spesa massima di 40 mila euro per ogni unità immobiliare ( es palazzina 10 unità tetto di spesa 400 mila euro).
  • Riscaldamento e raffrescamento: la spesa relativa agli interventi fatti sugli impianti di riscaldamento e raffrescamento condominiali, per ridurre i consumi energetici può essere detratta nella misura del 75% con un tetto di spesa pari a 40 mila euro per unità immobiliare.

Come richiedere la detrazione

La detrazione viene rimborsa in 10 anni e viene chiesta in sede di dichiarazione dei redditi. Per ottenerla occorre fornire, al caf o al commercialista che effettua la dichiarazione dei redditi, alcuni documenti che vanno conservati per almeno 10 anni in quanto l’agenzia delle entrate può richiedervi di certificare che siete in possesso dei requisiti richiesti.

Innanzitutto occorre avere una scheda informativa sui lavori effettuati, un attestato di prestazione energetica APE redatto dopo la fine dei lavori (questo serve solo per determinati lavori, sarà il vostro tecnico ad indicarvi per quali è necessario), ed infine un’asseverazione eseguita dal tecnico o dal direttore dei lavori per dimostrare che i lavori svolti sono stati eseguiti secondo i criteri previsti per legge.

Il pagamento deve essere effettuato con bonifico parlante, ovvero un bonifico che riporti dati della ditta esecutrice, dati del committente, la causale e i riferimenti di legge relativi a questo bonus.

Entro 90 giorni dalla fine lavori va effettuata la comunicazione all’ENEA degli interventi realizzati allegando l’APE

A chi spetta

Come abbiamo visto in questo precedente articolo sull’eco bonus la detrazione spetta a chiunque possegga l’immobile a qualsiasi titolo e che hanno pagato i lavori.

I miei consigli, per ora, si fermano qui!

Se avete domande, volete aggiungere informazioni, o raccontarci la vostra esperienza in merito, potete scrivermi nei commenti oppure inviarmi una mail. Continuate a seguirmi anche sulla mia pagina facebook e condividete i miei articoli per dar modo ad altri di leggerli. Grazie!

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Barbara Togni

in questo blog unisco due passioni, il mio passato da agente immobiliare, che oltre ad essere una professione per me era “passione pura”, con quella per la scrittura

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