intervista a sara bardelli architetto

INTERVISTA A SARA BARDELLI, ARCHITETTO

L’architettura è probabilmente una delle professioni più antiche e fino a qualche decennio fa, di solo appannaggio degli uomini, ma negli ultimi anni sempre più donne si stanno facendo largo in questa professione.

L’architettura è un mix fra concetti tecnici, ingegneristici e creatività, l’espressione artistica che l’architetto impiega nel creare, progettare, pianificare edifici, arredi, oggetti di design e giardini.

Oggi vi presento un architetto donna, anzi Architetta, di Perugia che ho conosciuto nella community LeRosa di Giulia Bezzi di cui faccio parte e con la quale collaboro scrivendo approfondimenti nel Blog LeRosa

Ciao Sara, presentati ai lettori

Ciao a tutti, sono Sara, architetto nel lavoro e appassionata di buon cibo al di fuori.

Poiché anche il mio lavoro è una passione (non potrebbe essere altrimenti) cerco continuamente di far incontrare i miei due mondi affinché interagiscano e crescano insieme.

Chi sei fuori dal lavoro e qual è il tuo sogno nel cassetto?

Ho una famiglia unita e preziosa, un compagno chef, un bambino arrivato a quarant’anni e la stessa curiosità che ho sempre avuto per mille argomenti diversi.

Vivo a Perugia da diversi anni, ma sono nata e cresciuta in un paese piccolissimo sul Trasimeno, dal quale poi mi sono trasferita a Roma per l’università: è stato un salto dimensionale pazzesco che mi ha segnata profondamente e mi ha insegnato a preferire, per mia natura, la campagna alla città.

Sono un architetto che sogna lo stop al consumo di suolo libero.

Professionalmente di cosa ti occupi, in cosa consiste il tuo lavoro?

Mi occupo di progettazione, interior design e brand design, sia per i privati che per le attività commerciali, in particolare per i ristoranti.

Ed ecco che i miei due grandi interessi si incontrano e nasce l’unione fra due mondi così diversi.

Unire architettura e marketing del cibo, affinché l’attività sia funzionale ed efficace sotto tutti i punti di vista è assolutamente fondamentale e mi appassiona molto.

Ci puoi spiegare la differenza fra interior designe e brand design?

Molto brevemente, l’interior design è la progettazione degli interni; il brand design è la progettazione del marchio di un’azienda.

Come si incontrano questi due mondi? Ogni volta che l’azienda, grande o piccola che sia, costituisce la propria sede fisica.

Un esempio banale: gli interni di un ristorante e il marchio del ristorante non possono essere sconnessi: devono essere concepiti e progettati in simbiosi e con coerenza.

Come ben sai nel mio blog tratto di casa, presa a 360 gradi, per la casa e per i privati di cosa ti occupi?

Progettazione architettonica (e quindi dalla costruzione ex novo alla ristrutturazione dell’esistente), interior design e consulenza.

Quando hai deciso di intraprendere questa professione e perché?

All’ultimo anno di liceo scientifico ho avuto un’insegnante di disegno che era architetto: era una donna di grande cultura e intuito.

Ero già appassionata d’arte e architettura ma l’incontro con lei è stato fondamentale.

Quale percorso formativo hai dovuto seguire?

Ho frequentato l’Università degli Studi di Roma Tre quando ancora esisteva solo il vecchio ordinamento dei cinque anni canonici.

Dopo la laurea ho fatto l’esame di stato per l’abilitazione e, in seguito, ho seguito diversi corsi di specializzazione e aggiornamento fra i quali il corso per Coordinatore della Sicurezza e un Master breve in Architettura e Marketing per spazi food.

In tutti i lavori si incontrano diverse difficoltà e si hanno soddisfazioni. Raccontaci quella più significativa ed il successo di cui vai più fiera.

Le difficoltà vanno affrontate con carattere e senza lasciarsi intimorire.

Per un tecnico-donna può non essere facile rapportarsi con l’ambiente dei cantieri edili, prettamente maschili nel senso più “rude” del termine.

A parte qualche episodio semi-comico (come la battuta fatta dalle impalcature alla ragazza che passa ma la “ragazza” ero io, ed ero lì per lavoro), la soddisfazione maggiore è quella di conquistarsi la stima di persone che all’inizio restano un po’ spiazzate dal doversi rapportare con una donna in un contesto poco femminile.

Dai qualche consiglio a chi vuole intraprendere la tua professione

L’unico consiglio che posso dare è quello di appassionarsi ogni giorno al proprio lavoro e di rispettarlo profondamente:

l’architetto cambia il mondo in senso fisico, materico, e ha dunque la responsabilità di farlo con scienza e coscienza.

Cosa puoi offrire ai miei lettori e dove possono trovarti?

Prima consulenza online gratuita in Umbria e province di Siena, Arezzo, Ancona e Macerata, per qualsiasi necessità riguardante l’interior design o la ristrutturazione di casa, anche in tema Superbonus.

Possono trovarmi nel mio www.sarabardelli.com.

Grazie Sara per aver condiviso con noi un pezzettino della tua professione. Buon lavoro!

Barbara Togni

in questo blog unisco due passioni, il mio passato da agente immobiliare, che oltre ad essere una professione per me era “passione pura”, con quella per la scrittura

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