COME VIVE UN AGENTE IMMOBILIARE LOCKDOWN DA CORONAVIRUS?

COME VIVE UN AGENTE IMMOBILIARE IL LOCKDOWN DA CORONAVIRUS?

Intervista a Catia Montaguti agente immobiliare di Forlì

In questi giorni di “io resto a casa” mi trovo spesso a pensare come stanno vivendo i miei ex-colleghi questo momento di lockdown generale. Così ho pensato di porre alcune domande a Catia Montaguti, agente immobiliare di Forlì. Catia è titolare insieme a Michele Piraccini dell’Agenzia Immobiliare “Spazio Casa”, agenzia presente sul territorio forlivese dal 1994.

Da allora Catia e Michele si sono adoperati in questo settore con professionalità, serietà, trasparenza e tanta esperienza.

La loro mission è la soddisfazione del cliente, oltre a trovare, vendere o locare un immobile, forniscono loro tutta l’assistenza burocratica e contrattuale necessaria per rendere loro questa operazione semplice, sicura e senza preoccupazione alcuna.

Per una questione di sicurezza, con Catia ci siamo sentite su whatsapp.

Ciao Catia.

Ciao!

Come stai vivendo questo particolare periodo a livello lavorativo?

Come agenzia immobiliare, prima che fosse decretato il lockdown, abbiamo adottato misure di sicurezza tali da garantire a noi stessi ed ai nostri clienti la giusta sicurezza.

Fin da subito in ufficio mi sono alternata con Michele. Abbiamo fatto, per lo più, solo appuntamenti telefonici, i clienti venivano in ufficio solo se strettamente necessario e dotati di mascherina e guanti.

Per tutelare chi abita gli immobili che abbiamo in vendita o in affitto, in particolar modo anziani e bambini, abbiamo deciso di effettuare le visite solo sugli immobili vuoti di cui abbiamo a disposizione le chiavi.

Anche in questo caso abbiamo adottato tutte le misure di sicurezza necessarie. Prima di effettuare l’appuntamento mi informavo se il cliente fosse dotato di mascherina e guanti e quando si andava a vedere l’appartamento si tenevano le distanze necessarie.

Poi è arrivato il lockdown e

Nonostante le restrizioni già adottate, abbiamo avuto un pò di difficoltà dovute all’imminenza del decreto, divulgato di sera e senza sufficiente preavviso per organizzarsi al meglio.

Per cui una volta emanato il decreto, dotata di autocertificazione, mi sono recata in ufficio per spegnere riscaldamento, staccare i computer per limitare le spese ed attivare il trasferimento di chiamata per poter lavorare da casa.

Per fortuna le nuove tecnologie ci permettono di lavorare da qualsiasi dispositivo, smartphon e tablet .

Per cui riuscite a lavorare da casa?

Si! Per fortuna anno scorso abbiamo aderito ad un gestionale che ci permette di lavorare da remoto, sono poche le cose che dobbiamo fare direttamente dal server.

Poi ho contattato tutti i portali immobiliare, con cui avevo contratti annuali, per capire quali servizi avevano previsto in questo particolare periodo, e devo dire che alcuni, i migliori, ci hanno messo a disposizione, gratuitamente la possibilità dei Virtual Tour.

Purtroppo non tutti i portali si sono comportati in modo professionale, alcuni hanno fatto spallucce, altri neanche si sono degnati di ricontattarmi telefonicamente ma solo tramite una mail generica. Portali che, probabilmente, non vedranno rinnovarsi il contratto nei prossimi anni.

Parlaci dei Virtual Tour

Il virtual tour è uno strumento interessante, il cliente prende un appuntamento telefonico e noi riusciamo a fargli fare una visita virtuale attraverso piantine e fotografie spiegando nei minimi particolari l’immobile. Non dico che sia come vedere l’appartamento sul posto ma di certo riesce a farsi un’idea concreta e veritiera dell’immobile, tanto da portarlo a decidere per una visita futura, quando sarà possibile, o accantonarlo.

Per cui nonostante il periodo di emergenza ricevete ancora telefonate e fate, seppur virtualmente, degli appuntamenti?

Si, ieri ad esempio ho ricevuto tre telefonate da potenziali clienti che chiedevano informazioni su immobili visti in pubblicità.

Certamente la mole di lavoro è inferiore rispetto a quando siamo aperti, ma i contatti con i nostri clienti riusciamo a mantenerli in attesa di una prossima, speriamo sia il prima possibile, riapertura.

C’è anche chi mi chiama per andare a vedere un immobile, ma ahimè non è possibile e rimandiamo la visita a data da destinarsi.

Dal punto di vista generale invece come vivi il periodo?

Come lo vivo? Spererei che questo periodo facesse riaffiorare un po’ di umanità, ma temo che così non sarà.

In questo periodo sto notando che un sacco di persone mancano di buon senso, umanità, di elasticità e tolleranza. Chi ha sempre aiutato gli altri ed apprezzato le piccole cose continuerà a farlo mentre chi non l’ha mai fatto non lo faceva prima, non lo fa adesso e non lo farà neppure dopo.

Chi viveva solo per se stesso e con i suoi egoismi continuerà a farlo anche dopo, “chi pensa per sè continuerà a pensare per sè” è tristissimo ma purtroppo è così.

Magari inizialmente potrà essere diverso , ma a breve si tornerà come prima fregandosene della natura, dello spreco inutile che si fa, eccetera. Temo che tutto tornerà come prima.

Stamattina leggevo un’intervista a Giorgio Armani che mi è piaciuta molto. Diceva che lui stesso si è reso conto di quanto sia insostenibile ed inutile continuare a fare ciò che facevamo prima. Lui fa l’esempio del suo settore, della corsa a cambiare spesso le collezioni. Un capo in negozio non rimaneva più di due o tre settimane poi veniva sostituito da uno nuovo.

Perché? – si chiede Armani – Che senso ha tutto questo quando in realtà un capo dura tutta una stagione. Poi ha parlato di tutti i soldi spesi in sfilate sfarzose, girando il mondo in lungo e in largo in aereo inquinando il pianeta. Ha detto:

“E’ tempo di togliere il superfluo e ridefinire i tempi. Questa crisi è una meravigliosa opportunità per rallentare tutto, per disegnare un orizzonte vero”

Giorgio Armani

Non lo farà più, che cambierà il suo modo di lavorare perché si è reso conto dell’importanza delle piccole cose.

Mi è piaciuto! Per fortuna in mezzo a tanta indifferenza ci sono anche persone come lui, di cuore, umane, sensibili. Una grande azienda come a sua ha convertito la sua produzione per fare camici, una cosa veramente bella, apprezzabile.

Diciamo che questa emergenza sanitaria, con tutte le vittime che sta mietendo e le ripercussioni che avrà a livello economico, non ci voleva proprio, specie per il settore immobiliare che già versava in difficoltà. Dopo dodici anni di crisi, il 2020 doveva essere quello della ripresa e invece… Come vedi il dopo lockdown per le agenzie immobiliari.

Non sarà facile, era già difficile prima, dopo non so.

Veniamo da anni difficili.

Molte realtà non riusciranno a farcela… potremmo essere anche noi.

Già quattro anni fa, in piena la crisi, abbiamo optato per una posizione più decentrata, meno visibile, ma con una riduzione consistente dell’affitto, che ci ha permesso di superare le difficoltà economiche. Per fortuna la scelta si è rivelata vincente, siamo in una zona accessibile da più strade e con facilità di parcheggio, per cui i clienti ci raggiungono più facilmente

Il lavoro è cambiato molto negli anni!

Venticinque anni fa quando abbiamo aperto, in agenzia era una corsa a trovare immobili da vendere, non ce n’erano e tutti volevano acquistare casa.

Mi ricordo bene, quei tempi.

Adesso invece siamo pieni di immobili da vendere, mentre gli acquirenti sono pochi.

Negli anni c’è stato l’abbassamento dei prezzi e tanti proprietari in difficoltà economica che avevano necessità di vendere.

Mi sto preparando alla fase due del “tracollo immobiliare” e questo mi spaventa.

La mia paura è che sempre più persone, prive di scrupoli, cercheranno l’affare a discapito di coloro che versano in difficoltà. Aumenteranno le persone che diranno, come già accadeva “se vogliono vendere abbassano il prezzo”, oppure “io cerco l’affare, il prezzo lo decido io.”

Quando si potrà riaprire dovrò verificare quanti immobili rimarranno in vendita perché, già prima del lockdown diversi proprietari stavano valutando la possibilità di affittare l’immobile perché non riuscivano ad ottenere la cifra desiderata.

Temo che i prezzi degli immobili avranno un altro tracollo per cui chi può ritirerà l’immobile dalla vendita, per dirottarlo sulle locazioni aspettando tempi migliori.

Per coloro che, invece, avranno necessità di vendere sarà difficile. Lo era prima adesso lo sarà ancora di più.

Spero di non rivivere lo strazio di qualche anno fa, con persone che perdono il lavoro e non potendo più pagare il mutuo saranno costretti a vendere. Mi piangeva il cuore quando andavo a vedere gli appartamenti di queste persone costrette a vendere “per salvare il salvabile” così mi dicevano. Ci stavo male!

Alcuni giorni fa ho ricevuta una mail, dalla Fimaa, nella quale ci comunicava che le organizzazioni sindacali hanno chiesto al governo di farci riaprire al più presto con i dovuti accorgimenti.

In tutti questi anni non è cambiato nulla, siamo ancora la categoria dimenticata da tutti e poco tutelata.

Speriamo di riaprire presto.

Dobbiamo riaprire coscienziosi di dover cambiare il nostro stile di vita, perché dovremmo stare per molto tempo con nuovi accorgimenti e misure di sicurezza, lavorando con giudizio, se c’è la buona volontà le soluzioni si trovano.

Catia grazie mille della tua testimonianza e della tua disponibilità a condividere con noi la realtà che stai vivendo. Spero che la crisi che si prospetta sia di breve durata e che tutto si sistemi ne miglior modo possibile per tutti. Buona Ripresa!

A tutti voi che dovete vendere, affittare o siete alla ricerca di un immobile su Forlì o dintorni adesso sapete a chi rivolgervi “SpazioCasa Immobiliare” via Macero Sauli 1M Forlì.

Barbara Togni

in questo blog unisco due passioni, il mio passato da agente immobiliare, che oltre ad essere una professione per me era “passione pura”, con quella per la scrittura

2 Comments

  • Mi è venuta la pelle d’oca a leggere questo articolo, penso la stessa che ha avuto Catia, l’agente immobiliare, quando ha preso coscienza della situazione che stiamo vivendo. A Settembre, sono riuscita a realizzare il mio più grande sogno (che non è il matrimonio e neanche avere un figlio, sdrammatizzando un po’ che ci vuole!), ovvero acquistare casa. Spero tanto di non arrivare mai ad un punto disperato. Penso che ciò che possiamo fare oggi sia solo cercare di dare il meglio di noi e restare positivi!

  • Una intervista molto interessante cara Barbara. Il settore immobiliare, come molti altri settori é stato fortemente colpito dal lockdown. Sono rimasta però estremamente colpita da come i professionisti del settore abbiamo saputo trovare delle soluzioni valide per continuare seppure in un momento difficile a prestare la loro consulenza. Questo lockdown ha aperto nuovi modi di lavorare (vedi i virtual tour) che potrebbe essere anche in futuro implementare a quelli standard! Un grande in bocca al lupo a Catia ed a tutti i professionisti del settore per la ripresa!

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