villa puccini torre del lago

VILLA PUCCINI A TORRE DEL LAGO

Da qualche anno frequento la Versilia, ma mai ero andata a visitare la villa museo Puccini di Torre del Lago. Ci sono andata qualche settimana fa di strada per far visita a dei cugini che abitano in zona.

La villa acquistata dal grande compositore Giacomo Puccini nel 1898, è stata adibita a casa museo dal figlio Antonio che ne ha curato la realizzazione mantenendo la casa allo stato originale come quando era abitata dal maestro. Successivamente la gestione del museo é passata alla nipote Simonetta fino alla sua morte nel 2017, ed ora è gestita da un’associazione “Amici delle case di Puccini”

Casa Puccini a Torre del lago

Giacomo Puccini, nel 1891, prese in affitto due stanze da un certo Andreozzi per trascorrere le vacanze sul lago di Massaciuccoli, con la moglie Elvira ed il figlio Antonio.

Rimasto piacevolmente colpito dalla tranquillità del posto, l’anno successivo affittò due stanze nella casatorre proprietà dei Duchi d’Austria, abitata da Venanzio Barsuglia, guardia di Don Carlos di Borbone, Puccini la definisce:

” Un umile casatorre sul lago di Massaciuccoli, tre semplici ambienti al piano superiore con cucina ad uso comune e una stalla al piano terra” .

In quel periodo, nella casa, Puccini compose la sua terza opera “Manon Lescaut”. Da allora divenne la sua casa rifugio ispiratrice di molte opere

Rimasto piacevolmente colpito dalla bellezza incomparabile del posto, dalla quiete e dalla tranquillità che respirava in quella casa lambita dal lago,

“luogo ideale per la sua creazione artistica”

vi si trasferì con la famiglia e la abitò, come affittuario per sette anni e nel 1898 la acquistò.

Divenutone il proprietario, si stabilì nella casa a fianco, di proprietà del Conte Grottarelli per seguire i lavori di ristrutturazione, o meglio di ricostruzione.

Giacomo Puccini fece demolire la casa a torre, per costruirne una nuova sulle fondamenta della vecchia.

La nuova casa fu progettata da lui stesso assieme agli architetti Luigi De Servi, Plinio Novellini e Vincenzo Pilotti, oltre che al pittore decoratore interprete dello stile liberty, Galileo Chini e dall’ingegner Puccinelli.

Fece erigere una costruzione a base rettangolare su due piani, dall’aspetto abbastanza semplice, tipico delle ville borghesi di fine ottocento, cubica e simmetrica.

All’austerità della struttura esterna si contrappone l’interno ricco di decorazioni e arredi eclettici che caratterizzano ogni singola stanza della casa e con spazi ben suddivisi.

Una casa particolarmente curata e moderna, già allora il maestro fece installare il riscaldamento con termosifoni in ghisa, vi era la corrente elettrica ed il telefono.

Esternamente il giardino di modeste dimensioni, in passato lambito dal lago, ricorda un giardino giapponese con piccole aiuole fiorite bordate da pietre, siepi e palmizi.

I lavori terminarono nel 1900.

Questa casa fu molto amata da Giacomo Puccini e la abitò assieme alla famiglia per oltre venti anni, ricevette gli amici più cari e si dedicò alla caccia, sua grande passione.

Nel 1921, Giacomo Puccini a malincuore lasciò definitivamente la casa e si trasferì a Viareggio. In quell’anno, la società Ilva-torbiere Italia acquistò terreni sul lago, costruì un grosso stabilimento a cui il maestro si oppose con tutte le sue forze senza risultato, le cui alte ciminiere deturparono il paesaggio e ruppero la sua vena ispiratrice.

Le Stanze di casa Puccini

foto della guida alla visita “Museo Villa Giacomo Puccini”

La visita della casa inizia dalla veranda, un bovindo di ferro battuto e vetrate posto nel giardino aggiunta nel 1905 per godere appieno del parco. Alle pareti quadri che raffigurano Torre del Lago e una vetrinetta con cimeli della vita quotidiana del maestro.

Lo studio, o meglio le sue pareti esterne, è quel che rimane dell’antica torre della dimora rustica dei Duchi d’Austria.

Nello studio, ricco di decorazioni dell’art Nouveau fra cui il pannello floreale e la decorazione del caminetto di Galileo Chini, si trovano: il pianoforte dove il maestro compose la maggior parte delle sue opere, la sua scrivania con la poltrona Bugatti e un paravento giapponese che gli fu donato dall’imperatore.

Di qui si accede al salottino, denominato “sala dei manoscritti” che contiene scritti del maestro Puccini e foto di famiglia (sono appesi alle pareti la moglie Elvira, il figlio Antonio, suoi ritratti, foto di antenati, amici).

Si raggiunge poi l’ingresso dove è contenuto un secondo pianoforte del maestro e da accesso ad altre tre stanze:

  • la cappella di famiglia dove sono contenute le spoglie del maestro e di tutta la famiglia (moglie figlio nuora e nipote);
  • la cucina di villa Puccini, ora sala espositiva di oggetti appartenuti al maestro regali di personaggi illustri;
  • la stanza della caccia dove il maestro conserva armi e munizioni e dove si preparava prima di partire per la caccia.

Infine esternamente si accede al garage dove il maestro parcheggiava le sue auto, ora bookshoop.

Al piano superiore, sono visibili due stanze da letto, dei coniugi Puccini e del figli Antonio, uno studio, un salottino ed il bagno. Altre due stanze sono chiuse.

Tutti gli arredi e gli oggetti contenuti nella casa sono originali e fanno parte delle collezioni Bugatti e Tiffany

Purtroppo non posso mostrarvi gli interni e gli arredi perché è vietato fare fotografie.

La vita di Giacomo Puccini

Nato nel 1858 da una famiglia di musicisti da cinque generazioni, nonostante la precoce morte del padre (nel 1864) studia al conservatorio di Lucca, dove si iscrive alla classe di violino e grazie ad una borsa di studio entra al conservatorio Giuseppe Verdi di Milano dove si diploma in composizione nel 1883.

Deciso a fare il compositore e non l’insegnate o l’interprete, scrisse subito la sua prima opera “le villi” grazie alla quale Giulio Ricordi, il più importante editore musicale dell’epoca, si accorse di lui e inserì quest’opera nel suo catalogo e gliene commissionò altre.

Nei primi anni ottanta dell’ottocento si innamora perdutamente di Elvira Bonturi, già sposata che nel 1886 abbandona il marito per andare a vivere con lui da cui ebbe il figlio Antonio.

A quell’epoca Giacomo Puccini non era ancora conosciuto e vissero questo amore illegale fra diverse difficoltà economiche in case in affitto o ospiti di parenti ed amici spesso divisi in abitazioni diverse. Solo dopo al successo della sua opera “Manon Lescout” nel 1893 iniziò ad avere una certa stabilità economica, a cui seguì il successo de “La Bohème” (1896), “La Tosca” (1900) e “Madame Butterfly (1904) che lo proiettò sulla scena internazionale.

Nel 1904 quando il marito di Elvira morì poterono legalizzare la loro convivenza ed il figlio Antonio, fino a quel momento non riconosciuto.

Puccini lavorava soprattutto nel silenzio della notte mentre di giorno andava a caccia o a pesca sul lago e faceva lunghe passeggiate in bicicletta.

Grande appassionato di case a automobili, quando raggiunse il successo e la stabilità economica acquistò due ville nei dintorni di Lucca questa di torre del lago e l’altra a Chiatri, che trasformò in case di campagna, ebbe per qualche anno una casa sull’Abetone, nel 1919 acquistò “La Torre Tagliata” sul mare in maremma, era casa di origine etrusca ma troppo solitaria e dopo pochi anni la vendette per costruirsi una villa a Viareggio dove si trasferì nel 1921 e divenne la sua ultima dimora. Mantenne sempre in affitto un grande appartamento a Milano.

Appassionato anche di automobili, alla prima acquistata nel 1902, alla quale ne seguirono un’altra dozzina.

Mentre lavorava alla “Turandot” (opera rimasta incompiuta) gli fu diagnosticato un carcinoma alla laringe, che spiegò il continuo dolore alla gola di cui già da tempo era afflitto. Si trasferì a Bruxelles per subire un intervento e seguire una cura innovativa (la radioterapia) ma sopravvisse all’operazione solo pochi giorni e morì il 29 novembre del 1924.

Eccoci qua… anche per oggi è tutto, spero che l’argomento sia stato di vostro interesse. Rimango a vostra disposizione, potete contattarmi qui oppure lasciare un messaggio nel box qui sotto. Inoltre se avete degli argomenti che vi piacerebbe che io trattassi nei miei articoli potete segnalarmeli e sarà mia cura svilupparli nel più breve tempo possibile. Continuate a seguirmi anche sulla mia pagina facebook e condividete i miei articoli per dar modo ad altri di leggerli. Grazie!

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Barbara Togni

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