LETTERA APERTA A TUTTI GLI AGENTI IMMOBILIARI

Chi pensa che io sia contro la categoria si sbaglia di grosso.

Ho amato visceralmente il mio lavoro e lo amo tutt’ora.

In modo diverso, si, ma lo amo.

È proprio per questo che negli ultimi anni, da quando ho chiuso la mia agenzia a fine 2012, ho fatto autoanalisi.

Ho cercato di analizzare ogni singola cosa per capire dove avevo sbagliato io come persona, ma anche la categoria in generale.

Il mio errore più grosso

Personalmente ho sbagliato nel pensare che la professionalità e la competenza prima o poi pagano.

Non è così, viviamo in un epoca dove è più importante apparire che essere e  dove i “cavallini rampanti” col rivoltino e senza calzino, attirano più di una quarantenne sciatta ma preparata e competente.

“Quando una persona si è trovata male col cavallino rampante –  pensavo, sbagliando – va a cercare la competenza”.

Ecco non è così!

Chi rimane deluso non pensa di guardandosi attorno per trovare di meglio. NO! Pensa che “gli agenti immobiliari sono tutti uguali”.

Questo è stato il mio sbaglio più grosso, pensare che le persone avrebbero cercato la competenza, invece come una mela marcia rovina tutto il cesto, un agente poco preparato danneggia tutta la categoria.

Col senno del poi, anche se lo avessi capito prima, probabilmente non sarebbe cambiato nulla.

Io sono così nel bene e nel male.

Penso che se avessi cambiato il mio modo di essere, sarebbe stata una violenza tale alla mia persona, che avrei finito per odiare il mio lavoro.

Per cui meglio “essersi lasciati di comune accordo che odiarsi per sempre”.

Anche la categoria ha i suoi sbagli

Ma come ho detto ho analizzato anche gli sbagli della categoria, e ce ne sono tanti.

Partendo dall’aver accettato la chiusura del ruolo al non aver mai preteso controlli ferrei sugli abusivi; oltre a non aver mai sottoscritto un codice deontologico comune da rispettare.

Come dicevo ce ne sono tanti, ma non è certo questo il momento giusto per parlarne.

Non tornerò mai a fare l’agente immobiliare

Se vi state chiedendo se faccio tutto questo per spianarmi la strada e ritornare a svolgere la professione, vi dico subito: NO! Non tornerò più a fare l’agente immobiliare.

Il mio amico  Mino Belcastro, ve lo ricordate?

Ve l’ho presentato alcuni mesi fa insieme al suo libro kaizen immobiliare.

Si, proprio lui.

Ogni volta che ci sentivamo mi chiedeva se avevo voglia di collaborare con lui e ritornare a svolgere la professione.

La mia risposta era sempre negativa.

Lui, che mi conosce ad tanto tempo e sa come lavoravo, non riusciva a capire il mio continuo diniego.

Non capiva come potevo rinunciare ad una passione così forte della mia vita.

Ecco per fargli capire perché non sarei più tornata alla professione gli ho detto:“sarebbe come andare a letto col mio ex-marito”.

Scusate la franchezza, chi è separato sa bene cosa intendo.

Il mio lavoro è stato per me come un grande amore che col tempo si è logorato, è cambiato, è rimasto tanto affetto, siamo diventati come fratelli ma non siamo più amanti.

Ecco! questo è quello che provo per questa professione.

Io continuo a crederci

In questi sei lunghi anni mi sono fatta un’idea mia ben precisa.

Sono convinta che ci sia ancora speranza per questa meravigliosa professione.

Con questi miei articoli, contrariamente a quello che pensano i più, vorrei ridare luce alla categoria, vorrei diffondere l’idea che sono molto più gli agenti immobiliari preparati, professionali e competenti di quello che si pensi.

Vorrei che queste persone, questi bravi agenti immobiliari, riuscissero ad emergere e ridare lustro alla professione.

Questi miei articoli vorrebbero andare proprio in questa direzione, mettere in evidenza le cose che secondo me state  sbagliando, visto da fuori tutto sembra più chiaro, e darvi alcuni suggerimenti per invertire la rotta ed emergere.

Insomma per farla breve, vorrei aiutarvi a portare la vostra professione in alto, vorrei che prima o poi tutti coloro che cercano casa si sentano sicuri nel rivolgersi ad un agente immobiliare.

Io ci credo ancora e voi?

 “Con questo articolo partecipo al concorso #unblogalmese del mese di febbraio 2019 indetto dal blog trippando

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