VIVERE IN UN ACQUEDOTTO

Oggi sono particolarmente orgogliosa di “ospitare” nel mio blog questo articolo di Monica Mattioli per due motivi: primo perché conosco Monica personalmente, scrive molto bene e soprattutto scrive della mia bellissima regione, l’Emilia-Romagna; secondo perché questo articolo apre una nuova rubrica “Un’idea per abitare” dove vorrei mettere in evidenza situazioni abitative particolari, diverse dal solito appartamento o casa che siamo abituati a vedere.

Monica è una giovane donna amante della cultura dall’arte, alla musica, la letteratura, la fotografia, il teatro e il buon cibo. Oltre a tutto questo ama scrivere.

Queste sue passioni le ha convogliate in un blog viaemiliaedintorni che vi consiglio vivamente, in questo blog Monica promuove la sua terra, l’Emilia-Romagna e dice:

“ […] Amo la mia terra, i luoghi dove sono nata e cresciuta, i luoghi che sebbene io frequenti da una vita scopro racchiudere angoli inesplorati che hanno il potere di regalarmi nuove emozioni.[…] Dopo tanti viaggi in Italia e all’estero posso dirvi con assoluta certezza che, pur amando ogni luogo da me visitato, è solo qui che vorrei vivere, è solo qui che sento profumo di “casa”.”

Detto questo vi lascio al suo articolo, buona lettura!

Vivere in un acquedotto

Chi nella propria vita non ha sognato almeno una volta di vivere in un castello? O se non proprio in un castello in qualcosa di grandioso che a tale dimora si avvicinasse molto nelle sembianze.

Forse vi stupirà sapere che c’è chi, invece di sognare di abitare in un castello, sognava di vivere in un acquedotto. E vi stupirà ancor di più sapere che il suo sogno si è concretizzato.

Infatti, il desiderio dell’Architetto Stefanini, titolare di “Dum Dum Arredamente”, non era quello di vivere in una dimora incantata ma bensì quello di risiedere in un ex-acquedotto!

Architetto Marco Stefanini

Marco Giovanni Stefanini, classe 1960, nasce a Berna ma, i suoi studi prima e le sue esperienze lavorative poi, lo porteranno a girare in lungo e in largo per l’Italia.

È però senza dubbio alle porte di Sant’Ilario d’Enza in provincia di Reggio Emilia che l’architetto lascerà il suo cuore.

Qui, a due passi dal torrente Enza, si erge un vecchio acquedotto in disuso costruito agli inizi del 1900 e che fino agli anni ’60 riforniva d’acqua le case del paese.

Sarà questo edificio a stregare Stefanini, ad entragli nel cuore al punto tale da volerlo a tutti i costi come propria abitazione.

Una torre come casa

Già, tutti possono dire di volere acquistare un acquedotto, ma le cose non sono poi così semplici come potrebbe sembrare.

L’iter che porta l’Architetto Stefanini ad acquisire l’acquedotto infatti è più lungo di quanto lui stesso avesse mai pensato.

Certo lui non è persona che demorde, non si fa di certo spaventare da cotanta burocrazia! tenace, fa tutto quanto necessario  finché l’ex-torre,  che portava acqua ai cittadini santilariesi, non diventa sua.

Una casa nel rispetto dell’ambiente

La torre piezometrica fu costruita nel 1915.

Il pozzo sottostante è profondo 13 metri e altrettanti è alta la torre.

A Marco Stefanini non sta a cuore solo la torre, che per tre lunghi anni  concentrò tutte le sue energie in questa idea, ma anche ciò che la circonda. Il suo obiettivo era quello  che il prodotto finale non avrebbe dovuto interferire con il paesaggio circostante, doveva essere un’opera sostenibile e a basso impatto ecologico. E così è stato!

Infatti, se ti trovi a passare lungo la strada provinciale che collega Montecchio Emilia a Sant’Ilario d’Enza, l’edificio che noti in modo inconfondibile in mezzo alla campagna è un edificio che con essa si integra perfettamente.

Le piante tutt’attorno sono piante autoctone e un vialetto di pietre di fiume ti accompagna all’ingresso dell’abitazione.

I materiali impiegati per l’opera sono tutti prodotti locali e particolare attenzione è stata data all’utilizzo di materiali di recupero.

La struttura, nella sua parte inferiore, è in mattoni e sassi prelevati dal torrente Enza che scorre a pochi metri dall’edificio.

La parte superiore, ovvero la cisterna che ha un diametro di 9 metri, è costruita con calcestruzzo.

 

La casa-acquedotto al suo interno

Se dall’esterno non si notano particolari segni che alterino quella che era l’iniziale idea di acquedotto, quando invece ti affacci all’interno non puoi non rimanere sbalordito.

Il progetto si snoda lungo un’asse centrale di due metri di diametro che rende visibile l’abitazione in tutta la sua altezza, dal pozzo al soffitto.

La casa presenta in totale quattro livelli. Il primo piano ospita la cucina in sasso.

La cosa che ti colpisce all’istante è la grossa apertura in vetro al centro del pavimento che ti offre una visione completa del vecchio pozzo.

Una scala elicoidale ti porta al piano superiore dove si trova la zona notte, un enorme e confortevole loft.

Al terzo piano è invece situato il bagno nel quale domina una vasca da bagno asimmetrica rivestita in mosaico a cui accedi attraverso alcuni gradini.

La scala per salire al quarto piano è stata ricavata da un singolo tronco di quercia. Tramite essa accedi ad un soppalco dove è stata ricavata la zona relax. Qui il pavimento è composto da tavole di quercia tra le quali sono state volutamente lasciate ampie fessure in cui è possibile posizionare schienali di legno e trasformare così il pavimento in comode sedute.

Attraverso una cupola aperta a 360° al centro del tetto d’acciaio puoi ammirare il paesaggio sulla campagna circostante.

In questo link “casa nella cisterna” trovate un video e foto ci come Marco ha arredato l’interno dell’acquedotto

 

Castello o acquedotto?

In un’epoca in cui l’espansione residenziale si sta diffondendo in modo selvaggio, è da ammirare la scelta di recupero di un vecchio edificio abbandonato fatta dall’architetto Stefanini.

A conti fatti un acquedotto anziché un castello non mi dispiacerebbe affatto…

Conclusioni

Eccoci qua…

Vi è piaciuto l’articolo di Monica?

Avete visto che casa meravigliosa è riuscito a realizzare l’architetto Stefanini? e come l’ha arredata bene! Personalmente penso che sia una mente geniale.

Detto questo, speriamo che questa rubrica si arricchisca di articoli. È una rubrica a cui tengo molto, ma per l’argomento trattato non riesco a dare una scadenza fissa.

Come sempre rimango a vostra disposizione per ulteriori informazioni o chiarimenti inerenti agli argomenti trattati nel blog, potete contattarmi qui oppure lasciare un messaggio nel box qui sotto. Inoltre se avete degli argomenti che vi piacerebbe che io trattassi nei miei articoli potete segnalarmeli e sarà mia cura svilupparli nel più breve tempo possibile.

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