TUTTO CIO’ CHE C’E’ DA SAPERE SUL CONTRATTO TRANSITORIO

Questa settimana parliamo di contratto di locazione transitorio, quel tipo di contratto studiato per soddisfare le esigenze locative di breve periodo, non turistiche. Questa forma contrattuale è rivolta a chi per esigenze lavorative, di salute o altro hanno necessità di soggiornare al di fuori della propria sede per periodi di breve durata.  Non ho fatto riferimento ai motivi di studio  perché per essi è previsto una forma di contratto specifica che vedremo in seguito. Le domande a cui cercherò di rispondere in questo mio articolo sono le seguenti:

  1. Cos’è un contratto transitorio?
  2. Che durata può avere?
  3. Come viene determinato il canone?
  4. La clausola transitoria è obbligatoria?
  5. Quali elementi indispensabili deve contenere?
  6. Deve essere registrato?
Cos’è un contratto transitorio

Il contratto a natura transitoria è un contratto, che come dice il nome, copre una situazione transitoria cioè temporanea. Questa temporaneità nasce da esigenze specifiche limitate nel tempo, esigenze che possono essere di diversa natura ma sono escluse quelle turistiche e quelle legate allo studio.

Come in ogni altra forma di contratto vi è un locatore ( proprietario) che mette a disposizione il proprio immobile ad un conduttore (inquilino) per un breve periodo, dietro il pagamento di un canone di locazione.

Diciamo che questo contratto regolato dalla legge 431/91 è andato a sostituire il vecchio contratto ad uso foresteria, in quanto il legislatore si accorse che veniva stipulato anche al di fuori delle necessità abitative temporanee e nel 1998 ne regolamentò il suo uso .

Che durata deve avere?

La durata di questi contratti deve essere breve, il legislatore ha previsto che la durata  deve essere compresa fra uno e diciotto mesi. Se sono previsti periodi di durata è superiore la clausola si annulla riportando la durata massima a 18 mesi.

Per questo tipo di contratto non è necessaria la disdetta in quanto alla scadenza del periodo stabilito il contratto cessa automaticamente, mentre se si ha la necessità di proseguire il contratto in quanto perdurano le condizioni che hanno portato alla richiesta di un contratto transitorio, la parte interessata deve attivarsi per il rinnovo del contratto, mandando una raccomandata all’altra parte nella quale comunica il protrarsi dell’esigenza.

N.B. Se alla scadenza del primo rinnovo permangono le esigenze di transitorietà il contratto si trasforma automaticamente in contratto a canone libero 4-4. In altre parole il contratto transitorio può essere rinnovato solo una volta.

Come viene determinato il canone?

Il discorso del canone è un po’ complicato. Di base l’importo del canone dovrebbe essere liberamente stabilito fra le parti, ma per i Comuni ad alta densità abitativa (qui trovi l’elenco) il canone deve essere determinato in base agli accordi territoriali.

La clausola transitoria è obbligatoria?

Si!  Per essere valido un contratto transitorio deve prevedere una clausola contrattuale che determini l’esigenza di transitorietà da parte del proprietario locatore o dell’inquilino conduttore. L’esigenza abitativa “transitoria” del conduttore dovrà essere provata con apposita documentazione da allegare al contratto come previsto dal decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, 30 dicembre 2002 all’art. 2 comma 4 e 5 stabilisce che: «I contratti di cui al presente articolo devono prevedere una specifica clausola che individui l’esigenza di transitorietà del locatore e/o del conduttore – da provare quest’ultima con apposita documentazione da allegare al contratto – i quali dovranno confermare il permanere della stessa tramite lettera raccomandata da inviarsi prima della scadenza del termine stabilito nel contratto. I contratti di cui al presente articolo sono ricondotti alla durata prevista dall’articolo 2 comma 1, legge 9 dicembre 1998, n. 431, in caso di inadempimento alle modalità di conferma delle esigenze transitorie stabilite nei tipi di contratto di cui al comma 6, ovvero nel caso in cui le esigenze transitorie vengano meno».

Le esigenze di transitorietà possono dipendere sia da necessità del locatore che del conduttore, ma di queste ne parleremo la settimana prossima.

Quali elementi indispensabili deve contenere il contratto?

Come per gli altri tipi di contratto gli elementi indispensabili sono: dati anagrafici delle parti, dati dell’immobile, durata, canone, deposito cauzionale ( se presente), attestato di prestazione energetica APE, Clausola di transitorietà e data di stipula

Deve essere registrato?

Qual’ora il contratto preveda una durata superiore a 30 giorni Si. Il contratto di natura transitoria, così come tutti gli altri contratti va registrato seguendo le indicazioni che trovate in questo link e le spese di registrazione vanno ripartite fra proprietario ed inquilino in parti uguali.

Contratto

Se desiderate avere un fac-simile gratuito del contratto a canone concordato potete richiederlo qui 

Conclusioni

Questo è il primo di tre articoli riguardanti i contratti di locazione ad uso transitorio, nei prossimi due analizzeremo una ad una tutte le esigenze che possono determinare la transitorietà del contratto. Continuate a seguirmi anche su Facebook. Se volete contattarmi per chiarimenti o per informazioni varie potete scrivere qui

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Barbara Togni

in questo blog unisco due passioni, il mio passato da agente immobiliare, che oltre ad essere una professione per me era “passione pura”, con quella per la scrittura

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